Ricerca sul tema dell'immigrazione
23 giugno 2017
Volti che esulano dalla cronaca quotidiana per entrare in una dimensione altra, un’eternità esistenziale sottratta alle leggi del tempo e degli uomini. Esodo di un’umanità al limite tra mera sopravvivenza e un destino di sopraffazione, di muri e isolamento. I dipinti di Francesca Candito riportano la realtà, la ferrea realtà di quest’epoca, recuperando volti unici e individuali attraverso la folla soffocante, la marea di migranti che ogni giorno affrontano il deserto e le onde del Mediterraneo. Un’umanità alla ricerca di vita e di se stessa, sguardi che parlano di noi documentando ciò che accade all’altro. Fratelli in viaggio o in fuga che, travolti dalla sofferenza e dalla speranza, ripercorrono le rotte inverse di Odisseo lontano dalla patria (il suolo e la cultura dei padri e delle madri), per approdare in una terra diversa che non è più la stessa. Orme abbandonate sulle spiagge d’Europa, come orbite vuote sotto un cielo superstite. Non si può rimanere indifferenti dinanzi a queste opere, che con un taglio espressionistico evidenziano, nei volti, la loro essenza spirituale. Una partitura di segni e colori istintuali, su sfondo nero azzerato, per far risaltare l’individualità di anime lontane, di sguardi a noi vicini.

Luigi Marsiglia- Storico e critico d'arte

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